di Mauro Cabrini E’ un progetto di recupero e generale riqualificazione ambizioso quello che l’amministrazione comunale ha in mente per il lungo Po e per le sue strutture. Indicato anche nelle linee programmatiche divulgate le scorse settimana dal sindaco Oreste Perri, che ritiene il fiume una «meravigliosa risorsa da sfruttare», il piano di sistemazione contempla ripiantumazioni, miglioramento degli impianti di irrigazione e degli arredi, un complessivo abbellimento delle aree rivierasche, considerate zone interessanti anche dal punto di vista turistico. «La nostra volontà — conferma l’assessore Irene Nicoletta De Bona — è quella di ridare vitalità a una parte di Cremona che, storicamente, è stata punto di incontro e socializzazione e che merita di tornare fruibile». Oltre le intenzioni a largo raggio, ne esiste una specifica, e già abbastanza delineata, che riguarda le Colonie Padane. A rivelarla è lo stesso assessore: «Quella struttura — continua De Bona — ha un tale, potenziale, valore per la comunità, che non può assolutamente essere abbandonata a se stessa. Noi, compatibilmente con le possibilità economiche, abbiamo un’idea precisa: il recupero della palazzina potrebbe essere facilitato da una collaborazione pubblico-privato e riteniamo percorribile la strada che dovrebbe riportarla agli antichi splendori. Ci piacerebbe poter costruire ancora un centro elioterapico (cure con il sole) in una parte e, nell’altra, un polo che potrebbe ospitare i grest e i centri estivi oltre che i visitatori del parco del Po. Chiaro che, al momento, si tratta solo di un intendimento: ma l’interesse che abbiamo è concreto, ci crediamo, e di conseguenza cercheremo di trovare la maniera più opportuna per dare attuazione al progetto». I tempi, è fin troppo intuibile, non potranno che essere lunghi. Ma alla fine, i cremonesi potrebbero riscoprire il fascino del loro non sempre ‘placido vicino’.